Quando si parla dell’ingresso dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale, l’attenzione si concentra spesso sulla dichiarazione di guerra pronunciata da Benito Mussolini il 10 giugno 1940 dal balcone di Palazzo Venezia. Meno noto è ciò che accadde poche ore dopo, quando la Regia Aeronautica ricevette il compito di inaugurare le operazioni belliche italiane.
L’ordine impartito alle forze armate era chiaro: il Regio Esercito avrebbe dovuto attendere, mentre alle altre due armi, Marina e Aeronautica, spettava il compito di avviare le ostilità. Fu così che la Regia Aeronautica divenne la prima forza armata italiana a entrare in azione.
All’alba dell’11 giugno 1940, appena dodici ore dopo la dichiarazione di guerra, una massiccia formazione di bombardieri Savoia-Marchetti S.M.79 “Sparviero” decollò dagli aeroporti della Sicilia diretta verso Malta, il più importante avamposto britannico nel Mediterraneo centrale. Alle ore 06:55, circa 55 bombardieri, scortati dai caccia Fiat C.R.42, raggiunsero l’isola e attaccarono gli aeroporti di Hal Far e Luqa, oltre alle installazioni portuali di La Valletta.
Malta rappresentava un obiettivo strategico di primaria importanza. Dalle sue basi, infatti, la Royal Navy e la Royal Air Force potevano controllare le rotte marittime tra l’Italia e il Nord Africa. In quel momento l’isola disponeva di difese aeree limitate, affidate a pochi caccia Gloster Gladiator, entrati nella leggenda con i nomi di “Faith”, “Hope” e “Charity”. Nel corso della giornata, tuttavia, gli attacchi italiani si susseguirono in ben otto ondate, segnando l’inizio di una lunga e dura campagna aerea destinata a protrarsi per anni.
Nel pomeriggio, l’azione della Regia Aeronautica si estese anche alla Corsica, allora sotto controllo francese. Gli aeroporti di Calvi, Borgo e Ghisonaccia vennero bombardati, mentre altri reparti colpirono le installazioni navali di Biserta, in Tunisia. Furono operazioni che dimostrarono la capacità offensiva
dell’aviazione italiana, ma che comportarono anche le prime perdite, causate dalla contraerea e dalla reazione dei caccia avversari.
Per gli equipaggi italiani si trattò del battesimo del fuoco in un conflitto che avrebbe presto coinvolto tutti i fronti del Mediterraneo. I piloti degli S.M.79 e dei Fiat C.R.42, molti dei quali veterani della guerra di Spagna, si trovarono improvvisamente protagonisti di una guerra moderna che avrebbe messo a dura prova uomini e mezzi.
L’11 giugno 1940 rimane dunque una data significativa nella storia dell’aviazione italiana: il giorno in cui la Regia Aeronautica aprì le operazioni belliche del Regno d’Italia, scrivendo la prima pagina della sua partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale.


