Grottaglie, quando il cielo era una frontiera: gli albori dell’Aeroporto Marcello Arlotta

La fotografia che accompagna questo articolo ci riporta in un’epoca straordinaria della storia dell’aviazione pugliese. Sullo sfondo si distinguono gli imponenti hangar dell’aeroporto di Grottaglie, mentre alcuni velivoli sorvolano il campo di volo, simboli di un periodo in cui il volo rappresentava ancora una conquista tecnologica e umana.

L’aeroporto di Grottaglie nacque durante la Prima Guerra Mondiale per rispondere all’esigenza strategica di proteggere il porto e l’arsenale di Taranto. Tra il 1915 e il 1916 la Regia Marina fece realizzare nella piana di Scasserba enormi hangar destinati a ospitare dirigibili e piccoli aeroplani, trasformando rapidamente l’area in uno dei più importanti centri aeronautici del Mezzogiorno.

L’immagine testimonia proprio quella fase pionieristica. Gli hangar, dalle dimensioni impressionanti per l’epoca, dominano il paesaggio e raccontano una stagione in cui dirigibili e biplani condividevano gli stessi spazi operativi. In quegli anni il cielo era ancora una frontiera tutta da esplorare, affidata al coraggio di piloti e tecnici che lavoravano con mezzi limitati ma con una straordinaria capacità innovativa.

Il nome dell’aeroporto è legato al Tenente di Vascello Marcello Arlotta, aviatore della Marina Militare che perse la vita nel 1918 durante una missione sul Mare Adriatico. In suo onore lo scalo venne successivamente intitolato, mantenendo vivo il ricordo di uno dei protagonisti dell’aviazione italiana delle origini.

Per gli appassionati del GAT di Taranto, fotografie come questa rappresentano molto più di un semplice documento storico. Sono la testimonianza concreta di come il nostro territorio abbia contribuito alla crescita dell’aviazione nazionale. Gli aeromodellisti di oggi, pur utilizzando tecnologie moderne e modelli radiocomandati, condividono lo stesso entusiasmo che animava i pionieri del volo oltre un secolo fa.

Osservando questa immagine si percepisce chiaramente il legame tra passato e presente: dagli hangar dei dirigibili ai moderni aeromodelli che solcano i cieli del nostro campo volo, la passione per il volo continua a unire generazioni diverse sotto lo stesso cielo. Un patrimonio di memoria che il GAT è orgoglioso di custodire e tramandare.