Il Raid su Napoli – 11 Marzo 1918: la notte in cui il cielo tradì la città

Napoli, fino alla primavera del 1918, viveva la Grande Guerra come un conflitto lontano. Le battaglie si combattevano sulle Alpi e lungo il Piave, mentre la città partenopea continuava la sua vita quotidiana con la convinzione di trovarsi fuori dalla portata dell’aviazione nemica. Ma quella certezza si rivelò illusoria nella notte tra il 10 e l’11 marzo.

Intorno all’una di notte, un gigantesco dirigibile tedesco — lungo circa 226 metri — apparve silenziosamente sopra il cielo di Napoli. Era lo Zeppelin L 59, un’unità già famosa per le sue missioni a lunghissimo raggio. Volando ad alta quota e sfruttando l’oscurità, riuscì a evitare ogni intercettazione della contraerea italiana.

La popolazione fu svegliata da esplosioni improvvise e violentissime. Molti cittadini, disorientati, pensarono inizialmente a un terremoto o a un’improvvisa attività del Vesuvio, prima di comprendere la reale natura dell’attacco.

Lo Zeppelin sganciò circa 6.400 kg di bombe ad alto potenziale, colpendo diversi punti strategici e aree densamente popolate della città:

  • Il porto e le infrastrutture industriali di San Giovanni a Teduccio
  • Il quartiere della Sanità e la zona di Via Toledo
  • L’edificio dei Pellegrini e l’area di Ponticelli, dove si trovava un aeroscalo italiano

Il bilancio fu drammatico: 16 civili uccisi e circa 40 feriti. Molte vittime furono colpite nel sonno, senza alcuna possibilità di fuga o protezione.

Ciò che rende questo episodio particolarmente straordinario nella storia militare non è solo l’attacco, ma la sua portata logistica. Il L 59 era decollato dalla base di Yambol, in Bulgaria, e aveva già alle spalle missioni estreme, tra cui un tentativo di rifornimento a lungo raggio verso l’Africa orientale.

Il dirigibile attraversò i Balcani, il Mar Adriatico e l’intera penisola italiana senza essere individuato, raggiungendo Napoli e colpendo la città prima di fare ritorno in Bulgaria. In totale, il volo durò circa 32 ore ininterrotte.

L’attacco mise in evidenza la totale impreparazione della difesa aerea italiana dell’epoca di fronte a incursioni strategiche di così lunga portata. Napoli, convinta di essere al sicuro, scoprì improvvisamente di poter diventare un bersaglio, anche a centinaia di chilometri dal fronte.

Quel raid segnò un punto di svolta simbolico: la guerra moderna non conosceva più confini sicuri, e anche le città lontane dal fronte potevano essere colpite dal cielo, in silenzio e senza preavviso.