Ci sono modelli che non rappresentano soltanto un aeroplano radiocomandato, ma custodiscono una storia. È proprio il caso del Pico Tiger Moth della GWS, un kit rimasto per anni in una scatola, dimenticato in un box, fino a quando Guido ha deciso di regalarlo a Luigi.
Un gesto semplice, ma ricco di significato. In perfetto stile GAT, però, Luigi non ha voluto limitarsi ad accettare il regalo: ha proposto a Guido di costruire insieme il modello, condividendo ogni fase dell’assemblaggio. Una proposta accolta con entusiasmo, trasformando un vecchio kit in un’occasione per trascorrere del tempo tra amici, confrontarsi e rivivere il piacere dell’aeromodellismo “di una volta”.
Il Pico Tiger Moth della GWS è uno di quei modelli che hanno fatto conoscere il volo elettrico a moltissimi appassionati nei primi anni 2000. Leggerissimo, costruito in espanso e ispirato al celebre biplano britannico de Havilland Tiger Moth, era pensato per volare con le tecnologie dell’epoca. La scatola, infatti, conserva ancora il suo motore originale a spazzole, una soluzione oggi quasi scomparsa, sostituita dai
più efficienti motori brushless.
Osservare questi componenti è come fare un tuffo nel passato dell’aeromodellismo elettrico, quando le batterie NiMH e i motori brushed rappresentavano lo stato dell’arte. Un piccolo pezzo di storia che merita di essere riscoperto e valorizzato.
Le fotografie raccontano l’inizio di questa nuova avventura: l’apertura della scatola, i primi pezzi uniti, i dettagli del montaggio e i sorrisi di chi sa che il vero divertimento non è soltanto vedere il modello decollare, ma costruirlo insieme.
È questo lo spirito che anima il GAT: condividere esperienze, tramandare conoscenze e trasformare ogni progetto in un momento di amicizia. Non importa che il modello sia appena uscito dal negozio o che abbia atteso vent’anni in uno scaffale; ciò che conta è la passione che riporta ogni aeroplano alla luce.
Seguiremo con curiosità l’evoluzione di questo piccolo Tiger Moth, accompagnando Guido e Luigi fino al giorno del primo volo. E chissà… magari il suo storico motore a spazzole riuscirà ancora a farci sentire il fascino di un’epoca che ha segnato l’inizio del volo elettrico per tanti aeromodellisti.


