Nel laboratorio del GAT si respira spesso l’odore del legno, della colla e della passione per il modellismo, ma questa volta l’atmosfera aveva qualcosa di speciale. Gianni, appassionato e instancabile restauratore di apparecchiature storiche, ha portato a termine un intervento che va oltre la semplice manutenzione: il recupero completo di una radio Futaba vintage del 1978, corredata della sua ricevente originale.
Un oggetto che per molti sarebbe ormai solo un cimelio da collezione, ma che nelle mani esperte di Gianni è tornato a nuova vita, pronto a raccontare ancora la sua storia nel mondo del volo radiocomandato.
La radio, dopo decenni di inattività, presentava i segni del tempo: contatti ossidati, componenti elettronici delicati e una meccanica che richiedeva una revisione completa. Il lavoro di restauro è iniziato con una scrupolosa pulizia interna, seguita dalla verifica dei circuiti e dalla sostituzione mirata di elementi ormai compromessi, mantenendo però il più possibile l’originalità dell’apparato.
Particolarmente delicata è stata la fase di controllo della ricevente, elemento fondamentale per la sicurezza e l’affidabilità dei modelli in volo. Anche in questo caso, Gianni ha scelto un approccio conservativo, intervenendo solo dove strettamente necessario per preservare l’autenticità del sistema.
Non è mancata la ricerca dei quarzi originali, un dettaglio tutt’altro che secondario per chi conosce il funzionamento delle apparecchiature dell’epoca. Il reperimento e l’installazione dei nuovi quarzi ha rappresentato uno dei passaggi chiave per riportare la radio alle condizioni operative.
Il risultato finale è sorprendente: la Futaba del 1978 è tornata a trasmettere con stabilità, pronta a essere utilizzata ancora una volta sui campi di volo del GAT. Un recupero che non è solo tecnico, ma anche culturale, perché restituisce valore a una tecnologia che ha fatto la storia dell’aeromodellismo.
Questo intervento rappresenta perfettamente lo spirito del gruppo: la passione per il volo, il rispetto per la tradizione e la volontà di preservare ciò che ha contribuito a costruire il modellismo moderno.
Gianni, con il suo lavoro meticoloso, ha dimostrato ancora una volta che la tecnologia del passato, se trattata con competenza e dedizione, può continuare a vivere e a volare. E così, tra ricordi e nuove emozioni, la Futaba del 1978 è pronta a scrivere un nuovo capitolo sui cieli del GAT.



