Nel mondo del volo, l’ingegno umano ha spesso seguito strade sorprendenti, dando vita a progetti tanto audaci quanto affascinanti. Il video che accompagna questo articolo ci porta indietro nel tempo, agli anni ’20 del secolo scorso, per raccontare una storia poco conosciuta ma estremamente suggestiva: quella dell’aliante a vela ideato da John Domenjoz.
Acrobata svizzero di grande talento e inventore visionario, Domenjoz immaginò un velivolo capace di sfruttare esclusivamente la forza del vento per decollare e volare. Un’idea rivoluzionaria per l’epoca, probabilmente ispirata agli yacht di sabbia, che lo portò a progettare un aliante del tutto fuori dagli schemi: dotato di un albero e di una vela, proprio come una barca.
Tra il 1923 e il 1929 furono realizzati due prototipi e depositati diversi brevetti, segno di un lavoro serio e strutturato. Tuttavia, i primi tentativi di volo, effettuati su spiagge come Le Crotoy in Francia e Old Orchard Beach negli Stati Uniti, non diedero i risultati sperati. Le difficoltà tecniche erano molte, e controllare un mezzo così innovativo si rivelò tutt’altro che semplice.
La perseveranza di Domenjoz, però, portò finalmente a un risultato concreto: durante un test in cui l’aliante venne inizialmente trainato da un veicolo, il velivolo riuscì a sollevarsi e a proseguire il volo sfruttando unicamente l’energia del vento. Un’impresa straordinaria per l’epoca, che permise al prototipo di coprire oltre 800 metri raggiungendo circa 6 metri di altezza.
Nonostante questo successo, il progetto non ebbe seguito. L’evoluzione degli alianti tradizionali, sempre più efficienti, e l’introduzione di sistemi di lancio più pratici come i verricelli, resero l’idea di Domenjoz poco competitiva. L’inventore decise così di abbandonare lo sviluppo del suo aliante a vela.
Oggi quel prototipo rappresenta una testimonianza preziosa di creatività e sperimentazione, ed è conservato presso il Museo dei Trasporti di Owls Head, negli Stati Uniti. Il video ci invita a riflettere su quanto l’innovazione, anche quando non porta a un successo commerciale, possa comunque lasciare un segno nella storia del volo.
Per noi appassionati del GAT, è uno stimolo a continuare a sognare, progettare e volare, spinti dalla stessa curiosità che ha guidato pionieri come Domenjoz.


