Tra le immagini più celebri della storia dell’aviazione italiana, quella del Savoia-Marchetti S.64 in fase di decollo dalla pista di Montecelio occupa un posto speciale. È una fotografia nota agli appassionati, ma che continua a suscitare emozione perché rappresenta uno dei momenti più importanti dell’aeronautica nazionale.
Il velivolo, progettato dall’ingegnere Alessandro Marchetti, fu realizzato con un unico obiettivo: battere i record mondiali di durata e distanza in volo. La pista di Montecelio, oggi parte dell’aeroporto di Guidonia, divenne il punto di partenza di un’impresa destinata a entrare nella storia.
Il decollo immortalato nella fotografia precedette la conquista del primato di distanza in circuito chiuso, una prova che richiedeva non solo un velivolo affidabile e performante, ma anche straordinarie capacità di pilotaggio e resistenza fisica. A bordo si trovavano i piloti Arturo Ferrarin e Carlo Del Prete, protagonisti di alcune delle più grandi imprese aviatorie degli anni Venti.
Il successo dello S.64 contribuì a consolidare il prestigio internazionale dell’aviazione italiana in un periodo in cui i record aerei rappresentavano una vetrina tecnologica e politica di enorme importanza. Le imprese di Ferrarin e Del Prete dimostrarono al mondo le capacità dell’industria aeronautica italiana e la qualità dei suoi progettisti.
Osservando oggi quella fotografia, si percepisce tutta la tensione e l’entusiasmo di un’epoca in cui volare significava spingersi oltre i limiti conosciuti. Il decollo dello S.64 da Montecelio non fu soltanto l’inizio di un volo da record, ma il simbolo di un momento di grande orgoglio per l’aeronautica italiana



