La fotografia che ritrae i Macchi C.202 Folgore dell’84ª Squadriglia schierati sul campo, pronti per la partenza verso la Libia, rappresenta uno dei momenti più significativi della storia della Regia Aeronautica durante la Seconda Guerra Mondiale. In quelle linee eleganti e aggressive si concentravano le speranze dei piloti italiani chiamati a confrontarsi con un nemico sempre più moderno e numeroso nei cieli del Nord Africa.
L’84ª Squadriglia apparteneva al X Gruppo Caccia del 4° Stormo, il celebre reparto del “Cavallino Rampante”, erede delle tradizioni dell’asso della Grande Guerra Francesco Baracca. Dopo le dure esperienze operative affrontate con il Macchi C.200 Saetta, il reparto ricevette il nuovo Macchi C.202 Folgore, destinato a diventare il miglior caccia italiano della guerra. Grazie al motore Alfa Romeo RA.1000, derivato dal tedesco Daimler-Benz DB 601, il Folgore offriva velocità, salita e manovrabilità finalmente all’altezza dei più moderni caccia alleati.
Nella primavera del 1942 il 4° Stormo completò il riequipaggiamento sui nuovi velivoli. Dopo le operazioni dalla Sicilia contro Malta, i gruppi del reparto ricevettero l’ordine di trasferirsi in Cirenaica per sostenere l’offensiva italo-tedesca nel deserto. Tra il 20 e il 22 maggio 1942 i Macchi del 9° e del 10° Gruppo iniziarono il trasferimento verso il Nord Africa, schierandosi sui campi avanzati della Libia orientale.
Tra i piloti dell’84ª Squadriglia spiccava la figura del Capitano Franco Lucchini, uno dei maggiori assi italiani del conflitto e comandante della squadriglia dal novembre 1941. Sotto la sua guida il reparto avrebbe ottenuto numerosi successi operativi nei combattimenti contro Hurricanes, Kittyhawk e Spitfire della RAF.
L’immagine dei Folgore schierati prima della partenza trasmette tutta la tensione e l’orgoglio di quei giorni. I velivoli, con le loro mimetiche tropicali studiate per il deserto africano, attendono gli ordini finali mentre piloti e specialisti completano gli ultimi controlli. Di lì a poco quelle macchine avrebbero attraversato il Mediterraneo per affrontare una delle campagne aeree più dure e impegnative della guerra.
Oggi quella fotografia rimane una preziosa testimonianza storica dell’efficienza raggiunta dal 4° Stormo e dell’arrivo del Macchi C.202 Folgore, l’aereo che restituì competitività ai caccia italiani e che ancora oggi è considerato uno dei più eleganti e riusciti velivoli prodotti dall’industria aeronautica nazionale.



